Chi è esonerato dal test di italiano: cittadinanza (B1) e carta di soggiorno (A2)
Secondo l'art. 9.1 della legge 91/1992 (testo in vigore letto su Normattiva il 31 ottobre 2026) e il Vademecum del Ministero dell'Interno (circolare n. 20475 del 23 aprile 2025), per la cittadinanza non deve presentare il certificato B1 chi ha firmato l'accordo di integrazione, chi ha il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo e chi ha gravi limitazioni certificate da una struttura sanitaria pubblica. Per la carta di soggiorno il test A2 della Prefettura non serve, per esempio, a chi ha già un certificato almeno A2 o un diploma italiano (decreto del Ministro dell'Interno 7 dicembre 2021).
Riepilogo: il tuo caso
| Il tuo caso | Cittadinanza (certificato B1) | Carta di soggiorno (test A2) |
|---|---|---|
| Accordo di integrazione firmato | Esonerato | Fa il test, salvo livello A2 riconosciuto nei crediti dell'accordo |
| Permesso UE per soggiornanti di lungo periodo | Esonerato | Non serve: è il permesso che già hai |
| Gravi limitazioni certificate da una struttura sanitaria pubblica | Esonerato | Esonerato |
| Certificato di italiano A2 di un ente riconosciuto | Non basta: serve almeno B1 | Non fa il test |
| Certificato B1 di un ente riconosciuto | Vale | Non fa il test |
| Diploma di scuola media o superiore italiana | Vale al posto del certificato (titolo in italiano) | Non fa il test |
| Figlio sotto i 14 anni | Non trattato nelle fonti lette | Non fa il test |
| Cittadino dell'Unione europea o familiare con carta di soggiorno per familiare | Deve avere il B1 | Non trattato nelle fonti lette |
Cittadinanza: chi non deve presentare il certificato B1
Dal 4 dicembre 2018 chi chiede la cittadinanza per matrimonio o per residenza (articoli 5 e 9 della legge 91/1992) deve avere una conoscenza dell'italiano almeno di livello B1. La legge e il Ministero dell'Interno escludono questi casi:
È escluso dall'obbligo chi ha sottoscritto l'accordo di integrazione (art. 4-bis del Testo unico sull'immigrazione). Il Vademecum del Ministero precisa: sono le persone entrate in Italia con il ricongiungimento o la coesione familiare, che lo dimostrano con l'attestazione della Prefettura (Sportello unico) e scrivono nella domanda gli estremi dell'accordo.
È escluso chi ha il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo (la «carta di soggiorno»). Secondo il Vademecum vale anche il vecchio permesso «CE» per soggiornanti di lungo periodo, se rilasciato dal 9 dicembre 2010, quando è entrato in vigore il test di italiano.
Con la sentenza n. 25 del 2025 la Corte costituzionale ha esonerato chi ha gravi limitazioni alla capacità di imparare la lingua per l'età, per malattie o per disabilità. Serve un certificato di una struttura sanitaria pubblica: secondo il Ministero non basta il certificato del medico di base. Chi vive in Italia e ha un certificato medico straniero deve aggiungere quello di una struttura sanitaria pubblica italiana; chi vive all'estero presenta il certificato straniero tradotto e legalizzato.
Chi non è esonerato può presentare, al posto del certificato B1, un titolo di studio di un istituto pubblico o paritario riconosciuto, dalla scuola secondaria di primo grado (la scuola media) in su, preso in lingua italiana. Se il titolo viene da un ente pubblico basta l'autocertificazione con gli estremi; se viene da un istituto paritario o privato serve una copia autenticata.
Chi deve avere comunque il B1
Secondo il Vademecum del Ministero restano obbligati:
- i cittadini dell'Unione europea;
- chi ha la carta di soggiorno per familiare o coniuge di cittadino italiano o dell'Unione: non è il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo;
- i cittadini britannici e i loro familiari con la carta di soggiorno dell'Accordo di recesso («Brexit»).
Quali certificati valgono
Un certificato almeno B1 di un ente certificatore riconosciuto. Il Vademecum elenca: Università per Stranieri di Siena (CILS), Università per Stranieri di Perugia (CELI), Università Roma Tre (CERT.IT), Società Dante Alighieri (PLIDA) e Università per Stranieri «Dante Alighieri» di Reggio Calabria. Il certificato si può prendere anche nei CPIA. Non valgono i certificati dei corsi di qualificazione professionale regionali.
Date dell'esame B1 · Prove d'esempio ufficiali · I 4 esami a confronto
Carta di soggiorno: il test di italiano A2
Per avere il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo (la «carta di soggiorno») bisogna superare un test di conoscenza dell'italiano (art. 9, comma 2-bis, del Testo unico). Il livello richiesto è l'A2: capire frasi ed espressioni di uso frequente. Le regole sono nel decreto del Ministro dell'Interno del 7 dicembre 2021, che ha sostituito il decreto del 4 giugno 2010 (alcune pagine di Prefetture e del Ministero citano ancora quello del 2010: i casi di esonero sono scritti allo stesso modo).
Come funziona il test
- Fai la domanda online alla Prefettura della provincia dove abiti, sul Portale Servizi del Ministero dell'Interno.
- La Prefettura ti convoca entro 60 giorni, con giorno, ora e luogo.
- Il test si fa al computer; se lo chiedi, su carta. Controlla che tu capisca brevi testi e sappia interagire. Per esempio la Prefettura di Lecco descrive tre prove: comprensione orale (25 minuti), comprensione scritta (25 minuti) e interazione scritta (10 minuti).
- Per superarlo serve almeno l'80% del punteggio. Il risultato va alla Questura, che rilascia il permesso se ci sono gli altri requisiti.
- Se non lo superi puoi rifarlo con una nuova domanda: secondo il Ministero solo dopo 90 giorni dall'esame precedente.
Chi non fa il test A2
Il decreto non si applica ai figli minori di 14 anni, anche nati fuori dal matrimonio, del richiedente e del coniuge.
Non fa il test chi ha gravi limitazioni nell'imparare la lingua per età, malattie o handicap, con certificato di una struttura sanitaria pubblica, da allegare alla domanda di permesso.
Un certificato di livello A2 o superiore di un ente riconosciuto: l'allegato A del decreto elenca Università Roma Tre (CERT.IT), Università per Stranieri di Perugia (CELI), Università per Stranieri di Siena (CILS), Società Dante Alighieri (PLIDA) e Università per Stranieri «Dante Alighieri» di Reggio Calabria. Quindi anche il certificato B1 fatto per la cittadinanza.
Chi ha fatto un corso di italiano in un CPIA (Centro provinciale per l'istruzione degli adulti) e ha un titolo finale almeno A2; chi ha avuto riconosciuto il livello A2 nei crediti dell'accordo di integrazione.
Chi ha il diploma di scuola secondaria di primo o secondo grado (scuola media o superiore) di una scuola italiana o di un CPIA, chi è iscritto a un'università italiana, o fa in Italia un dottorato o un master universitario.
Chi è entrato in Italia ed è dirigente o lavoratore altamente qualificato, professore universitario o ricercatore, traduttore o interprete, giornalista accreditato (art. 27, comma 1, lettere a, c, d e q del Testo unico).
Secondo l'art. 9 del Testo unico il test non si applica a chi ha la protezione internazionale e non è richiesto per il permesso rilasciato per attività di ricerca presso università ed enti vigilati dal Ministero dell'Università.
Con il certificato, il titolo del CPIA o il diploma alleghi alla domanda di permesso una copia autentica; per l'accordo di integrazione o il lavoro dell'art. 27 basta una dichiarazione. Dal 2025 il Ministero dell'Università tiene un elenco degli enti certificatori: i cinque enti del decreto sono inseriti per un anno, poi controllati (decreto n. 959 del 14 novembre 2025).
Un certificato, due usi
Chi ha il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo è esonerato dal B1 per la cittadinanza. E chi ha già un certificato B1 di un ente riconosciuto non deve fare il test A2 per la carta di soggiorno: il decreto chiede un certificato «non inferiore» all'A2.
Domande frequenti
Chi è esonerato dall'esame B1 per la cittadinanza?
Secondo l'art. 9.1 della legge 91/1992 e il Vademecum del Ministero dell'Interno: chi ha firmato l'accordo di integrazione, chi ha il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo (anche il vecchio permesso CE rilasciato dal 9 dicembre 2010) e, dal 2025, chi ha gravi limitazioni nell'imparare la lingua certificate da una struttura sanitaria pubblica. Al posto del certificato vale un titolo di studio in italiano di una scuola pubblica o paritaria, dalla scuola media in su. Decide la Prefettura.
Ho la carta di soggiorno: devo fare l'esame B1 per la cittadinanza?
Se la tua carta è il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, la legge ti esclude dall'obbligo del certificato. Non vale per la carta di soggiorno per familiare di cittadino italiano o dell'Unione: in quel caso il Ministero chiede il B1.
Con un certificato medico posso non fare l'esame B1?
Sì, se il certificato è di una struttura sanitaria pubblica e attesta gravi limitazioni nell'imparare la lingua per età, malattie o disabilità (sentenza n. 25/2025 della Corte costituzionale). Il Ministero dell'Interno (circolare n. 14605 del 13 marzo 2025) scrive che non basta il certificato del medico di base.
Ho un diploma italiano: devo fare l'esame B1?
No, se è un titolo di una scuola pubblica o paritaria, dalla scuola media in su, preso in lingua italiana: vale al posto del certificato. Per un titolo di un ente pubblico basta l'autocertificazione; per un istituto paritario o privato serve la copia autenticata.
Chi non deve fare il test di italiano A2 per la carta di soggiorno?
Secondo il decreto del Ministro dell'Interno del 7 dicembre 2021: i figli sotto i 14 anni, chi ha gravi limitazioni certificate da una struttura sanitaria pubblica, chi ha un certificato almeno A2 di un ente riconosciuto, chi ha un titolo A2 di un corso al CPIA o il livello A2 nei crediti dell'accordo di integrazione, chi ha un diploma di scuola media o superiore italiana o studia in un'università italiana, e alcuni lavoratori entrati con l'art. 27 del Testo unico. Il Testo unico esclude anche chi ha la protezione internazionale.
Il certificato B1 vale anche per la carta di soggiorno?
Sì: il decreto del 7 dicembre 2021 esonera dal test chi ha un certificato di livello almeno A2 di uno degli enti dell'allegato A (Roma Tre, Stranieri di Perugia, Stranieri di Siena, Società Dante Alighieri, Stranieri «Dante Alighieri» di Reggio Calabria). Il certificato si allega in copia autentica.
Se non supero il test A2, quando posso rifarlo?
Il Ministero dell'Interno scrive che puoi chiedere di ripetere il test con la stessa procedura online, ma solo dopo 90 giorni dalla data dell'esame precedente.